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Storia
Le più' antiche tracce di frequentazione umana del territorio provengono dalla Tana Bertrand, cavernetta sepolcrale aperta sul fianco del monte Faudo, dai cui scavi archeologici furono recuperati strumenti litici, oggetti in osso e ornamenti che datano il sito all'Eneolitico (i reperti sono oggi conservati nel Museo Archeologico di San Remo).
Durante l'età del Ferro, le tribù Liguri che popolavano la valle fortificarono probabilmente il formidabile colle di San Giorgio (Campo Marzio), punto strategico di controllo dell'intera zona, trasformandolo in 'castellaro'. La tradizione vuole che proprio in Campo Marzio, occupato dalle truppe romane del proconsole L. Emilio Paolo, nel 181 a.C., si consumasse la disfatta delle tribù ribelli a cui fece seguito una progressiva romanizzazione. Il medesimo sito divenne, in età bizantina, un baluardo contro le invasioni barbariche.
Nel 643 i Longobardi occuparono gran parte della Liguria escluse alcune città di mare, ed estesero nel territorio il culto di San Giorgio, cui erano devotissimi: ad essi nel sec VIII, si sostituirono i Franchi che diedero valore politico alla suddivisione del territorio in diocesi
Attorno al IX secolo i Saraceni arroccati a Frassineto in Provenza, misero a sacco il ponente ed occuparono stabilmente Ormea; le continue incursioni in valle Argentina determinarono i toponimi di origine araba che ancor oggi permangono nella geografia locale
Nella seconda metà del X secolo la valle entrò a far parte della marca arduinica e proprio a tale periodo risalgono le prime notizie certe relative al territorio della media valle
La località di Badalucco e citata, nei documenti più' antichi, col nome di 'Costa Ronziglia', il colle su cui si dice esistesse un tempio dedicato alla dea Diana:sopra il colle fu edificato, nell' XI Sec., il castello dei conti di Badalucco, un ramo dei conti di Ventimiglia. Le prime costruzioni sorsero intorno al castello ed erano presumibilmente abitate dai servitori del signore ma a poco a poco il numero delle abitazioni aumento', anche a causa delle incursioni e le razzie saracene che spingevano i valligiani a cercare adeguata protezione. II territorio del contado comprendeva, oltre a Badalucco, Carpasio, Rezzo, Triora, Castel di Dho(Castelvittorio), Arma, Bussana e Montalto. Il paese di Montalto si situa in una posizione cardine,il cui possesso consentiva di controllare i percorsi della bassa valle verso Triora e gli alpeggi, al contempo, quelli trasversali che collegavano e collegano tuttora per crinale Colla Langan alla valle di Carpasio e al monte Faudo (é significativo che proprio sul Mons Autus nel 181 a.C. i Liguri abbiano trascorso la notte precedente la battaglia contro i Romani di l. Emilio Paolo).


La prima citazione certa che si ha del borgo di Montalto risale al 1153 e ciò contrasta la leggenda che fa risalire la nascita di Montalto al 1200 ad opera di un gruppo di abitanti di Badalucco, due novelli sposi, i loro amici e parenti, rivoltatisi attorno alla metà del secolo contro Oberto, signore del paese, per opporsi all'abuso dello jus primae noctis.



Tutta la Valle Argentina era sottomessa ai conti, fatta eccezione per Taggia, che dipendeva dai marchesi di Clavesana. I conti di Badalucco presero parte, con Ventimiglia, alle lotte contro Genova, che cercava il dominio assoluto sulle Riviere ma nel 1200, per ragioni politiche e finanziarie, Badalucco e Montalto furono vendute dai conti di Ventimiglia alla Repubblica genovese e sotto la podesteria di Triora, cominciarono a seguirne le vicende.
1525 la peste colpì duramente la Liguria causando più' vittime di una guerra e a seguire un periodo di carestie funestò la valle: inevitabile il legame tra gli infausti eventi e il processo alle streghe di Triora . Il territorio venne invaso dalle truppe del generale francese Massena che nel 1794 Caduto Napoleone la Liguria veniva assegnata al Regno di Sardegna: tutto il territorio da Oneglia al fiume Varo costitui la provincia di Nizza. Dopo la cessione di Nizza e Savoia alla Francia (1860), Badalucco e Montalto passarono a far parte della provincia di Porto Maurizio e e dopo il 1805 ritornate al Regno Sabaudo seguirono le vicende del futuro Regno d'Italia.

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