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18100 Badalucco (IM) 1 v. Marco Bianco - tel. 0184 407004 fax 0184 408561 |
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Il
Percorso La mulattiera lascia Badalucco al ponte di Santa Lucia, la tradizione vuole che qui i viandanti invochino la santa affinché preservi loro la vista e l’udito. Dopo il ponte si prende sulla destra una comoda carrozzabile in lieve salita, che attraversa la regione Ortai, oltrepassa la cimiteriale di S Bernardo e giunge nella zona di Fascie Ciane: qui incontriamo dopo circa un'ora e trenta di marcia la prima biforcazione. Il Sentiero a destra prosegue pianeggiante tra gli ulivi e dopo aver superato la cappella Spellaratti si incontrano alcune edicole sacre bisognose d’immediato restauro. Dopo poche centinaia di metri i lecci sostituiscono gli olivi e la valle si fa scoscesa:il toponimo bosco de Caranche (caranca: luogo scosceso) è di per sé esplicito. La cresta che ci sovrasta, discendente dall’Alberone, è detta dei Termi (termini) essendo la linea di confine storica del territorio comunale di Badalucco e della Podesteria di Taggia. Oltrepassati i lecci ed un malandato pilone votivo si entra nella vallata di Lona e gli ulivi riprendono il loro primato arboreo. Qui sul sentiero si innesta una interpoderale carrozzabile in lenta salita, che attraversa il torrentello di Lona creando un piccolo guado e raggiunge dopo un duecento metri circa una sorgente di acqua potabile. Presso le Fonti si diparte la strada bianca proveniente da Badalucco, dalla zona detta Fraitusa e si biforca l'antico sentiero per Pietrabruna, non sempre agibile. Proseguendo ancora attraverso gli ulivi si raggiunge Ciazza, zona 'larga' spettacolare anfiteatro di terrazze un tempo vocate al grano e alle viti. Ci troviamo a metà strada. Qui finisce l'interpoderale e inizia un sentiero che attraversa in salita l’Ubago del Castellaro (ubago: luogo poco soleggiato), ampio bosco comunale di lecci e roveri, all’inizio del quale, a sinistra, troviamo una sorgente ed un troglio (vasca/abbeveratoio) detto “dei Soldati”. La mulattiera si innalza lungo i prati e presso il Passo dei Porchi, si distacca, a destra, un sentiero che porta a Castellaro. Poco oltre vi è la Cà du Dragu ovvero la Casa degli Agnesi, bella struttura di casa colonica degradata dall’abbandono che fu utilizzata per la lavorazione della lavanda. Poche centinaia di metri di salita ci separano dal passo e dall’omonimo oratorio di San Salvatore, recentemente restaurato dalla comunità di Pietrabruna: discendiamo verso Pietrabruna lungo la via rotabile che ricalca per alcuni tratti la vecchia mulattiera attraversando prati segnati da numerose e belle caselle. Quest’area, quasi totalmente gerbida, era sino a pochi decenni or sono coltivata a grano, vite e lavanda. . |
Lungo
i campi di Carpe (da carpino) incontriamo la vecchia mulattiera, proveniente
da Pietrabruna, che proseguiva verso il Passo parallelamente alla strada
rotabile. Dalla Casa du Carpe lasciamo la nuova via discendendo verso
la Fontana dei Campi Comen; in questo tratto vi è una strada
interpoderale che può sostituire la mulattiera sino alle campagne
della Cianà.
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