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18100 Badalucco (IM) 1 v. Marco Bianchi - tel. 0184 407007 fax 0184 408561 |
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| Storia dei cicli produttivi I pastori dell'età del bronzo che seppellirono i loro morti nella Tana Bertrand, (lato ovest del monte Faudo) condussero una esistenza sicuramente frugale ma non priva di organizzazione produttiva e sociale: le greggi calpestarono le stesse vie della transumanza ancora utilizzate avant'ieri e, come ci mostrano le incisioni rupestri del monte Bego, si lavorò la terra con l'aratro o l'erpice, presumibilmente per produrre cereali minori( orzo, avena). Ecco una suggestiva descrizione che Strabone ci lascia dei liguri al tempo della conquista romana: " i più abitano sparsi in casali impiantati sopra le cime dei monti e difesi da terrapieni che dominano le gole delle valli, i pascoli e l'alveo dei torrenti. I loro tuguri sono fatti di pietre sovrapposte senza malta, ma vi stanno di rado aborrendo l'uso dei letti quasi fossero altrettanti sepolcri dei vivi" Con l'affermarsi dell'egemonia romana, giunsero in Liguria coloni che possedevano tecniche colturali avanzate: studi recenti fanno risalire a questo periodo l'introduzione dell'ulivo e dei vitigni che produssero i vini citati e lodati da Plinio e Marziale. La caduta dell'Impero e le invasioni barbariche produssero un regresso delle pratiche colturali e si può presumere che foreste e boschi si espandessero a scapito del coltivo, che l'attività prevalente tornasse ad essere la pastorizia affiancata dalla produzione di cereali minori. In tutto il medioevo sembra che le principali colture della zona siano state la vite ed i seminativi (cereali e fave), ma negli atti notarili compaiono riferimenti a colture di cavoli e porri, e piantagioni di fichi che costituivano un'importante voce nell'alimentazione delle popolazioni più povere. L'importanza dell'olivo, che la tradizione vuole "importato" nel ponente ad opera dei monaci Benedettini di Taggia, era assolutamente marginale, mentre la coltivazione del castagno, specie endemica, ebbe un'espansione che si arresterà solo agli inizi del nostro secolo. Il castagno, di cui si utilizzava tutto ( legno, foglie , frutti , mallo e ricci) ebbe una tale importanza nell'economia agricola delle zone continentali da determinare una civiltà contadina simile in tutta l'area di diffusione, nota come 'civiltà del Castagno.' Sotto l'impulso genovese ebbe grande fortuna la coltivazione della vite e si produssero vini importanti, come il celebre moscatello di Taggia: nel XV secolo Arma era citata come scalo vinicolo di primaria importanza, da cui i vini prodotti in valle erano esportati sin nella lontana Bretagna. TAVOLA: |
TERRA: |
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