RISTORANTI
CANON
D'ORO
Per chi negli anni Sessanta c'era, il Canon d'Oro è una porta
del tempo: il bar al piano terra, i 'gotti 'di rosso sui tavolini,
le pareti segnate da almanacchi, santi, donnine e qualche "reclame",
la cucina di là e sopra, al primo piano, la saletta del ristorante
con tendine alla finestra e specchiera.
Qui si trovano tutti i piatti della tradizione cucinati, senza bisogno
di ricettario, dalla signora Paulinetta: da mezzo secolo tira la pasta
al mattarello e non sa che oggi giorno è cosa rara.
Al Canon d'Oro la scelta è quella del pranzo di festa: la cima
e i tortini di verdure, friscioi di questo e di quello, tagliatelle,
ravioli e ripieni, coniglio alla ligure e se di stagione, stoccafisso
di Badalucco.
Paulinetta ci spiega così la
ricetta dei 'friscioi de rundin':
".......si mettono i fagioli
nell'acqua il giorno prima, poi si fanno bollire che devono essere
'belli cotti'.
Poi si prepara la pastella di acqua e farina e con i fagioli e la
cipolla fine si butta tutto nell'olio bollente. Olio di oliva, però.
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